Ne abbiamo le tasche (ri)piene

È ora di votare con la forchetta!

«Dobbiamo smettere di mangiare menzogne».

Così Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, commenta lo scandalo della carne di cavallo spacciata per manzo, approdato in queste ore anche in Italia.

«Non possiamo pensare si tratti solo di un caso isolato, adesso si tratta di carne di cavallo, ma domani cosa sarà? È ora di reagire e di pretendere di sapere tutta la verità sul cibo che mangiamo».

Da sempre Slow Food si batte per difendere un modello alimentare sostenibile, che rispetta i tempi della natura e degli uomini, raccontando le storie di chi produce il cibo e insegnando a prediligere alimenti freschi, locali e di stagione.

«Abbiamo bisogno della partecipazione e dell’aiuto di tutti se vogliamo davvero cambiare le cose: non possiamo più accettare un sistema che mette ai margini i cibi della nostra cultura, della nostra tradizione, della nostra identità, ingiustamente bollati come “elitari, di nicchia” e rimpiazzati da lasagne che, senza comunicarlo, contengono carne di cavallo, per di più di origine ignota.

Nella speranza che non emergano anche problemi per la salute che per ora vengono esclusi ma sui quali a questo punto non nutriamo più alcun tipo di certezza. Chiediamo ai nostri politici di battersi concretamente per un sistema più giusto e trasparente, con etichette complete e maggiori garanzie per tutti. Ma soprattutto chiediamo ai consumatori di aprire gli occhi, di essere più consapevoli delle proprie scelte, cominciare a farsi domande e a rendersi conto che con i propri acquisti ogni giorno votano per un sistema alimentare piuttosto che per un altro.

E se vogliamo cambiare le cose, la strada da fare è tanta ma comincia con l’abbandonare un modello alimentare “pronto”di cui spesso non ci possiamo fidare», conclude Burdese.

L’ennesimo scandalo di questi ultimi giorni, la carne di cavallo, non dichiarata in etichetta, nei ripieni di tortellini, ravioli e lasagne, ci ha convinti, d’accordo con la Segreteria Nazionale, a lanciare un’iniziativa che coinvolge osterie, ristoranti dell’Alleanza cuochi – Presìdi Slow Food e tutti i cuochi e ristoratori vicini a Slow Food.


Ci sembra il modo più propositivo, capillare ed efficace per sensibilizzare ed educare il pubblico, facendo leva su chi tutti i giorni si impegna per proporre una cucina ispirata ai princìpi del buono, pulito e giusto.

Occorre restituire dignità a chi lavora bene, alle generazioni che hanno formulato quelle ricette, a chi evita di ricorre a soluzioni di comodo e spudoratamente low cost, che spesso nascondono materie prime scadenti, che fanno male all’ambiente e alla salute.

Qui potete leggere il documento inviato ai ristoranti/osterie.

 

Alcune realtà sensibili del nostro territorio hanno già aderito:

Osteria Melone – Iseo: Ravioli di carne e formaggio al burro e salvia

Osteria della Villetta – Palazzolo sull’Oglio: Lasagna di ragù di vitello e fonduta di Grana Padano

Dispensa Pani e Vini – Adro: Tortelli alla carbonara

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